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Glossario di Educazione motoria

Glossario di Educazione motoria

Un glossario di educazione motoria. Alcune definizioni ma, anche approfondimenti riguardo le parole collegate alla didattica dell’educazione motoria. Non solo, quindi, esplicitazioni dei significati, ma, riferimenti pratici da utilizzare quotidianamente nel lavoro in palestra con i bambini.


Accosciata
Apnea piena
Apnea vuota
Arresto 1-2 tempi
Articolazione
Bagher
Battuta
Cadenza base
Cadenza sdoppiata
Cambio di senso
Cinestesico
Coordinazione
- associata

- automatica
- dissociata
- rappresentazione mentale
Coordinazione riflessa
Coordinazione segmentaria
Corsa di orientamento
Dieci passaggi
Equilibrio
Espirazione
Esterocettivo
Finalità
Frattura
Go Back
Handball
Infrazione doppio palleggio
Infrazione di passi
Inspirazione
Lancio
Lateralità
Lateralizzazione
Linguaggio del corpo
Lussazione
Marcatura
Mobilità articolare
Mondo esterno
Mondo interno
Obiettivo generale
Obiettivo operativo
Orienteering
Pallabase
Pallacanestro
Palla due fuochi
Palla prigioniera
Pallarete
Pallavolo
Palleggio pallacanestro
Palleggio pallavolo
Pedana
Percezione
Percezione cinestesica
Percezione tattile
Percezione uditiva
Percezione visiva
Piede perno
Postura
Prerequisito
Prono
Propriocettivo
Psicomotricità
Resistenza
Ricezione
Rincorsa
Riscaldamento
Ritmo
Rullata
Ruota
Salto in alto
Salto in lungo
Schema corporeo
Schiacciata
Skip
Sottobiettivo
Spazio euclideo
Spazio proiettivo
Spazio topologico
Stacco
Stiramento
Strappo
Stretching
Supino
Terzo tempo
Tiro in corsa
Traiettoria
Unihoc
Unità didattica
Valutazione
Velocità
Verifica
Verticale
Virata
Volo
Volteggio
Vortex

Accosciata: è una posizione che si assume, in genere, dopo un salto, oppure per giocare alla lotta dei galli, imitare una rana in movimento o un coniglietto ecc.. Si realizza con un massimo piegamento di entrambi gli arti inferiori, mantenendo un saldo appoggio con i piedi a terra.

Apnea piena: rappresenta il momento successivo alla fase di inspirazione (massima), quando l’aria non può più entrare in quanto è stata raggiunto il massimo riempimento possibile delle cavità respiratorie. È in grado di far conoscere, se è stata eseguita o meno, una massima inspirazione.

Apnea vuota: rappresenta il momento successivo alla fase di espirazione (massima), quando l’aria non può più uscire in quanto è stata raggiunto il massimo svuotamento possibile delle cavità respiratorie. È in grado di far conoscere se è stata eseguita o meno, una massima espirazione.

Articolazione: rappresenta il punto di congiunzione di due segmenti corporei il cui movimento è garantito dalla mobilità dell’articolazione stessa. Per un miglioramento della sua funzionalità, si utilizzano i movimenti di stretching e di mobilità passiva e attiva.

Arresto a uno o due tempi: è un'azione coordinata degli arti inferiori che prevede l'interruzione di uno spostamento verso l'avanti, in genere, mentre si palleggia una palla a terra (pallacanestro). Tale azione, se avviene con l'appoggio contemporaneo di entrambi i piedi a terra, é chiamata arresto ad un tempo; viceversa, se l'arresto avviene prima con un piede e, poi, con quell'altro, si tratterà di arresto in due tempi (vedi: "Il corpo in cartella" pag. 280).

Bagher: è un movimento fondamentale del gioco della pallavolo. Si realizza in situazione di difesa colpendo la palla con gli avambracci all’altezza dei polsi. L’errore più tipico che si incontra nella sua realizzazione è quello di colpire la palla con le mani e non con gli avambracci, ruotare le braccia verso il dietro e non far intervenire un’azione di spinta degli arti inferiori (vedi: "Il corpo in cartella" pag. 277).


Battuta: è un gesto che da' inizio ad un gioco. Quella a cui ci riferiamo è utilizzata nel gioco della pallavolo (vedi: "Il corpo in cartella" pag. 277).
Si realizza in almeno tre modi differenti. Dall'alto, preceduta da una breve rincorsa e un salto ed è la più difficile; dall'alto senza il salto; dal basso (di sicurezza) e può essere appresa anche da bambini di quarta o quinta elementare. La battuta dal basso si realizza colpendo la palla con la mano posta a cucchiaio, con il braccio che parte da dietro e con la palla sostenuta (prima di essere colpita) dall'altra mano. La posizione dei piedi può essere parallela o uno dietro l'altro, come nell'azione del cammino.

Cadenza base: è costituita da una successione regolare di un evento che può concretizzarsi in un suono o in un movimento (vedi: "Il corpo in cartella" pag. 128). Utilizzata per far sincronizzare il movimento dei bambini su danze semplici o, comunque, su movimenti ripetuti che avvengono sempre rispettando una regolarità temporale (ogni secondo, ogni due ecc..).

Cadenza sdoppiata: fa' riferimento al concetto di cadenza; ciò che la contraddistingue è il raddoppio della pausa tra un evento e quello successivo.

Cambio di senso: è un'azione usata, durante il gioco della pallacanestro, dal giocatore che effettua una rotazione di 180° per sottrarsi alla marcatura dell'avversario. Si effettua ruotando in direzione della palla. Vale a dire che se si sta' palleggiando con la mano destra la rotazione va fatta verso destra e viceversa nell'altra situazione. (vedi: "Il corpo in cartella" pag. 280).

Cinestesico (vedi percezione cinestesica)

Coordinazione associata: è un tipo di coordinazione più semplice rispetto a quella dissociata in quanto i segmenti corporei coinvolti si muovono sullo stesso piano e alla stessa velocità.

Coordinazione automatica: è data dalla capacità di compiere movimenti, anche complessi, che ormai sono stati interiorizzati dalla persona e non costituiscono più una difficoltà di organizzazione del movimento.

Coordinazione dissociata: è un tipo di coordinazione ad alto livello. I gesti che si compiono in coordinazione dissociata coinvolgono segmenti corporei diversi che si muovono a velocità e su piani differenti (tiro in corsa pallacanestro).

Corsa di orientamento: è un’attività sportiva che si basa sulla capacità dell’individuo di spostarsi in un posto, anche
sconosciuto, orientandosi con l’uso di una mappa. È un’attività divertente che si può praticare facilmente anche in ambito scolastico, circoscrivendo l’azione o all’interno della scuola o nel cortile o in un parco-giardino conosciuto (vedi:"
Il corpo in cartella" pag. 69 – 114).

Coordinazione per rappresentazione mentale: è una forma di coordinazione complessa. Prevede la capacità di leggere il movimento e saperlo interpretare, portando alla propria coscienza le varie fasi che lo costituiscono e la conseguente capacità di organizzare la risposta motoria (vedi:" Il corpo in cartella" pag. 325).

Coordinazione riflessa: è una reazione incontrollata, non dovuta all’intervento della corteccia cerebrale. Essa consente velocissime reazioni di difesa del nostro organismo in caso di pericolo (mano sul fuoco ecc…).

Coordinazione segmentaria: coinvolge uno o più segmenti corporei.

Dieci passaggi: è un gioco propedeutico (vedi:"Il corpo in cartella" pag. 262) al gioco della pallacanestro. Si basasi regole adattabili alle abilità del gruppo. In questo gioco è importante saper lanciare, prendere, spostarsi coordinando la propria azione rispetto a propri compagni di squadra e agli avversari.

Equilibrio: è una funzione corporea che è garantita ed organizzata in forma automatica dal nostro corpo. Contribuiscono a realizzare l'equilibrio le informazioni che arrivano dai canali percettivi, la respirazione, la postura, la contrazione muscolare, la vista, l'udito (vedi:" Il corpo in cartella" pag. 235).

Espirazione: è la fase respiratoria in cui viene emessa anidride carbonica dal corpo verso l’esterno. Nella fase espiratoria il corpo è in stato di rilasciamento, addome e torace si sgonfiano. È importante che la respirazione, durante un’attività intensa, sia massima, in quanto tale azione consente, nella fase successiva, l’ingresso di aria nella massima quantità possibile (vedi: "Il corpo in cartella" pag. 207-223).

Esterocettivo: è un tipo di informazione che proviene dai canali percettivi e che da' informazioni rispetto al mondo eterno (vista-udito-tatto).

Finalità: rappresentano una serie diversificate d'intenzioni, educative e didattiche, raggiungibili attraverso percorsi di lavoro (le unità didattiche) specifici di ogni disciplina.

Frattura: è la rottura dell’osso che può avvenire in seguito di un evento traumatico. È, in genere, molto dolorosa e provoca difficoltà estreme di movimento, gonfiore e versamento ematico nei tessuti circostanti. È consigliabile, in caso di incidente di tale natura, chiamare il pronto soccorso o comunque immobilizzare il segmento fratturato e avere estrema cura nel muovere la persona infortunata.

Go-Back: è un gioco che prevede l’uso di una pallina e una coppia di racchette di legno (vedi catalogo AGO SPORT sul nostro sito alla voce CURIOSANDO) per ogni giocatore. Si può giocare ovunque, in coppia o in gruppo. È un gioco propedeutico al tennis e anche alla pallavolo. Lo scopo del gioco è quello di far cadere, sul territorio dell'altra squadra, la pallina colpita con le racchette. È un gioco che richiede coordinazione fra movimento arti superiori (per colpire la pallina) e spostamento degli arti inferiori (per andare incontro alla pallina). Praticabile con i bambini del 2° ciclo della scuola elementare.

Handball (pallamano): è il gioco della pallamano. Si gioca in un campo di forma rettangolare - larghezza 13-20 metri e lunghezza 26-40 metri - in due squadre di 12 giocatori, di cui 5 sono in campo e 7 in panchina con funzione di riserva. Tutti i giocatori a disposizione, a turno, devono essere impegnati. Ogni giocatore può essere sostituito in qualsiasi momento, senza perciò procedere a interrompere il gioco. Il numero delle sostituzioni sono illimitate.

La partita si svolge in quattro tempi di 8 minuti ciascuno, intervallati da 3 minuti di riposo. Ogni giocatore non può giocare più di due tempi. Lo scopo del gioco è quello di realizzare il maggior numero di reti rispetto alla squadra avversaria. In questo gioco bisogna saper lanciare e prendere una palla al volo, saper palleggiare, saper organizzare il proprio spostamento con gli altri in situazioni di attacco e di difesa. Adatto per i bambini del 2° ciclo.

Infrazione di doppio palleggio: nel gioco della pallacanestro, viene compiuta dal giocatore, quando in possesso della palla, palleggia contemporaneamente con due mani o quando riprende a palleggiare dopo aver già interrotto il palleggio. È punita con la perdita della palla, che viene assegnata all'altra squadra, con una rimessa laterale (vedi: "Il corpo in cartella" pag. 284).

Infrazione di passi: nel gioco della pallacanestro, è un’azione che viene compiuta dal giocatore quando, con la palla in mano, si sposta ed effettua più di due appoggi consecutivi. L'infrazione viene punita con la perdita della palla, assegnandola all'altra squadra.

Inspirazione: è una delle fasi della respirazione attraverso la quale l'aria viene immessa dall'esterno fino agli alveoli polmonari. Avviene automaticamente, con la contrazione del diaframma che determina un ampliamento della cassa toracica e un'espansione dell'addome; può essere controllata volontariamente, in caso di sforzo intenso, attivando anche la muscolatura intercostale che permette una maggiore espansione del torace. All'inspirazione si associa una condizione di tensione generale, come se il corpo diventasse più rigido e contratto.
Durante l'inspirazione è opportuno evitare di sollevare gli arti superiori, poiché questo movimento provoca soltanto una compressione toracica che determina l'uscita dell'aria; bisogna invece rilassare la muscolatura delle spalle per evitare inutili compressioni o azioni contrarie a quelle dei muscoli respiratori.

Lancio: è un'azione motoria che coinvolge in maniera globale tutto il corpo; viene utilizzato in moltissime situazioni di gioco e di attività di squadra nelle quali è previsto l'uso della palla. Richiede un fine senso di equilibrio statico e dinamico, un buon controllo segmentario, una buona coordinazione occhio-mano e un controllo fine delle dita della mano, del braccio, del tronco e delle gambe. Didatticamente è utile segnalare che è opportuno insegnare a lanciare con diverse traiettorie, sia con la mano destra, sia con la sinistra facendo intervenire, anche, gli arti inferiori.
Lateralità : è l'affermazione della dominanza laterale.

Lateralizzazione: è il processo di affermazione della lateralità.

Linguaggio del corpo: è una delle forme di comunicazione che la persona può utilizzare; infatti attraverso gesti, movimenti, atteggiamenti, espressioni del viso la persona comunica con gli altri sia volontariamente che in modo involontario.
Una buona capacità di comunicare con questo tipo di linguaggio permette una migliore relazione con gli altri e con se stessi (vedi: "
Il corpo in cartella" pag. 287).

Lussazione: è la perdita completa dei rapporti fra i capi articolari, con conseguente rottura della capsula articolare. É completa quando si ha una totale perdita di contatto tra le due estremità ossee, se invece rimane un punto di contatto si parla di sub-lussazione. Si manifesta con forte dolore; si notano inoltre una deformità dell'articolazione, gonfiore e impossibilità di movimento. Bisogna evitare ogni tentativo di primo intervento, da persone non esperte, è essenziale invece il ricovero immediato e l'intervento del medico.
L'intervento, di solito, consiste nella riduzione della lussazione e nell'immobilizzazione articolare per alcune settimane.

Marcatura: è un'azione che svolge un giocatore per tenere sotto controllo lo spostamento di un avversario di gioco. Richiede intelligenza senso-motoria, capacità di cambiare direzione, velocità e resistenza.

Mobilità articolare: è la qualità fisica che permette di sfruttare in modo ottimale l'ampiezza di movimento che hanno le singole articolazioni; è determinata dal funzionamento delle articolazioni e dall'estensibilità dei muscoli e dall'elasticità dei tendini. Le tecniche più conosciute per migliorare le possibilità di movimento delle articolazioni sono: lo stretching, la mobilizzazione passiva (es. con l'aiuto di un compagno o di attrezzi), la mobilizzazione attiva.
É utile per: eseguire movimenti, gesti tecnici, specialità sportive con maggior precisione e minor dispendio di energie, prevenire infortuni e traumi a tendini e muscoli, rendere i movimenti armoniosi e sciolti, influenzare positivamente lo sviluppo della forza, velocità, coordinazione. Didatticamente è importante eseguire esercizi che interessino tutte le articolazioni; sollecitare l'allungamento di tutti i muscoli che si utilizzano; inserire gli esercizi nel riscaldamento da effettuare prima di ogni attività e alternare tra di loro le diverse tecniche.

Mondo esterno: tutto ciò che proviene dall'esterno del proprio corpo, la relazione con lo spazio (gli altri e gli oggetti) e il tempo. Tutto ciò che è percepibile dalla vista, dall'udito, dal tatto (vedi: “Il corpo in cartella” Cap. 3°).

Mondo interno: sono le informazioni che la persona riceve dal proprio corpo, cioè dall'interno. Fanno parte del mondo interno le informazioni che riguardano la respirazione e la circolazione del sangue, l'equilibrio, la postura, lo stato di tensione muscolare. Tali informazioni sono di fondamentale importanza, in quanto permettono di comprendere ciò che avviene nel proprio corpo e di conseguenza acquisirne la capacità di controllo e di gestione (vedi: “Il corpo in cartella” Cap. 3°).

Obiettivo operativo: è il titolo dell’unità didattica e viene espresso con una frase che ne identifica l’apprendimento (abilità) che gli allievi devono raggiungere al termine del percorso di lavoro. Si identifica con un:"Saper fare" (vedi: “Il corpo in cartella” Cap. 3°).

Obiettivo generale: è un grande obiettivo, di per sé non quantificabile, in quanto frutto del miglioramento di capacità legate a numerose abilità (vedi: “Il corpo in cartella” Cap. 3°).

Orienteering (vedi corsa di orientamento)

Pallabase: gioco propedeutico al baseball. Si basa su abilità quali: saper lanciare, prendere, correre. Scopo del gioco è riuscire ad effettuare un giro completo del campo transitando, in successione, dalla base uno, due, tre e quattro, dopo aver lanciato una pallina e prima che i giocatori, della squadra in difesa, abbiano recuperato la stessa e depositata nella base di chiusura del gioco. È un gioco adatto per bambini del 2° ciclo della scuola elementare (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 258).

Pallacanestro: gioco che si realizza in un campo di dimensioni variabili (20x11 – 28x15) dipendentemente dall’età dei partecipanti. Scopo del gioco è quello di centrare un canestro posto nella metà campo dell’altra squadra, realizzando più punti degli altri giocatori avversari. Si gioca 5 contro 5 (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 280).

Palla due fuochi: è un gioco dove ogni squadra cerca di prevalere sull’altra eliminando i giocatori avversari colpendoli con una palla. Si realizza in uno spazio rettangolare più o meno grande, dipendentemente dall’età dei giocatori e dal loro numero (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 275). È un gioco adatto per bambini del 2° ciclo della scuola elementare. La sua caratteristica peculiare è quella di predisporre, all'inizio del gioco, i giocatori di una squadra all'interno di un rettangolo (il campo di gioco) e gli altri sul perimetro dello stesso con lo scopo di colpire con una palla i giocatori dell'altra squadra.

Pallarete: è un gioco propedeutico alla pallavolo. Si gioca in 6 o più, dipendentemente dai componenti del gruppo classe e dalle capacità che si vogliono far mettere in gioco ai propri allievi. Compito di ogni squadra è quello di lanciare una palla nella metà campo dell’altra squadra, al di sopra di una rete posta a dividere il campo di gioco, con lo scopo di farla cadere sul territorio degli altri giocatori (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 271).

Palla prigioniera: è un gioco dove ogni squadra cerca di prevalere sull’altra eliminando i giocatori avversari colpendoli con una palla. Si realizza in uno spazio rettangolare più o meno grande, dipendentemente dall’età dei giocatori e dal loro numero (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 275). È un gioco adatto per bambini del 2° ciclo della scuola elementare. Una sua caratteristica peculiare è quella di predisporre, all'inizio del gioco, un ostaggio per squadra, dietro la linea di fondo campo nella metà campo dell'altra squadra. In questo gioco è importante saper lanciare, prendere, schivare, spostarsi, valutare traiettorie.

Pallavolo: gioco che si realizza in palestra su di un terreno di mt. 18x9 suddiviso in due metà campo da una rete posta ad altezze variabili (dipendentemente dall’età di giocatori). Scopo del gioco è quello di far cadere, nella metà campo dell’altra squadra, una palla che viene colpita con le mani o gli avambracci (palleggio, battuta, bagher, schiacciata, rullata). È un gioco molto complesso e che, quindi, può essere proposto (nei sui primi approcci) a bambini di almeno 10 anni, si gioca 6 contro 6 (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 277).

Palleggio di pallacanestro: è un’azione che si esegue sia da fermi, sia in movimento. Rappresenta un movimento della palla verso il basso, sospinta dall’azione dell’arto superiore. Permette lo spostamento, sul campo, del giocatore di pallacanestro, quando è in possesso della palla. È un’azione che avviene in coordinazione dissociata fra arti superiori ed inferiori. Può essere eseguito con una certa efficacia da bambini di 9 – 10 anni.

Palleggio di pallavolo: rappresenta un’azione combinata degli arti superiori che colpiscono una palla con i polpastrelli delle dita delle due mani, utile per effettuare un passaggio ad un compagno di squadra o indirizzare l’oggetto nella metà campo dell’altra squadra. Rappresenta un’azione complessa in quanto prevede l'azione contemporanea degli arti superiori e inferiori, percezione delle distanze e delle traiettorie, tempismo. Può essere effettuato, con una certa efficacia da bambini di 10 anni.

Pedana: rappresenta un oggetto utile per eseguire una battuta a piedi pari che si esegue prima di effettuare un volteggio al cavallo o alla cavallina piuttosto che, qualsiasi altro tipo di salto tipico della ginnastica artistica.

Percezione: è l'acquisizione di informazioni che passa attraverso gli organi percettivi (tatto, udito, vista, cinestesico, olfatto e gusto). Viene utilizzata per elaborare progetti motori, selezionando il tipo e la qualità delle informazioni che arrivano al corpo e dal corpo.

Percezione cinestesica: è l'acquisizione di informazioni che arrivano dalla persona. Il tipo di informazioni sono di tipo articolare, muscolare e tendineo (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 169).

Percezione tattile: è l'acquisizione di informazioni che arrivano dal mondo esterno. Le informazioni riguardano la consistenza degli oggetti toccati, la loro forma, dimensione, conducibilità del calore, tipo di materiale con cui sono fatti, la loro superficie (se è rugosa o liscia) ecc … (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 157).

Percezione uditiva: è l'acquisizione di informazioni rispetto ai suoni e ai rumori, per riconoscerne: la fonte di emissione, la distanza, la direzione, l’intensità, il ritmo (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 191).

Percezione visiva: è l'acquisizione di informazioni utile per l'organizzazione del movimento nello spazio valutando , rispetto agli oggetti e/o a altri: traiettorie, direzioni, velocità, distanze, ecc… (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 199).

Piede perno: è il piede di riferimento (tenuto sempre fermo a terra) che usa il giocatore di pallacanestro quando effettua una rotazione, mentre l'altro piede effettua movimenti in tutte le direzioni. Il movimento è simile a quello di un compasso. É utile per permettere un'azione efficace di protezione della palla o per scegliere la migliore posizione per un tiro o un passaggio.

Postura: è la posizione assunta dai segmenti corporei e dalle articolazioni sia in una situazione statica, sia dinamica.

Prerequisito: rappresenta il presupposto didattico, in termini di abilità, che possiede il bambino e a cui l'insegnante deve fare riferimento prima di poter predisporre un nuovo percorso didattico (il titolo dell'unità didattica precedente, in una tassonomia definita, diventa il prerequisito dell'unità didattica successiva) (vedi: "Il corpo in cartella” pag. 24).

Prono: è la posizione del corpo sdraiato a terra, con l'addome rivolto verso il basso. É una delle posizioni che viene impiegata per compiere esercizi utili allo sviluppo della muscolatura dorsale, dei glutei e della parte posteriore della muscolatura della coscia.

Propriocettivo: fa’ riferimento all’attività percettiva della persona e, in particolare, alle informazioni che arrivano dal canale cinestesico (informazioni di tipo articolare e muscolare).

Psicomotricità: disciplina didattica, di origine francese (Acouturier, Le Buolch - Vayer - La Pierre), che, in origine, si è occupata, prevalentemente, di rieducazione. Successivamente, tale disciplina ha posto la propria attenzione ai bambini in età pre-scolare e a quelli del 1° ciclo della scuola elementare.

Resistenza: è la capacità che permette all'organismo di sostenere uno sforzo che si protrae nel tempo contrastando l'insorgere della fatica. É utile per affrontare gare di lunga durata (nuoto, ciclismo, sci di fondo, corsa di durata) svolgere giochi e prestazioni sportive che durano alcuni minuti, avere una buona tenuta nelle partite di calcio, basket, pallamano e per migliorare l'efficacia dell'apparato cardio-circolatorio.
É determinata dal funzionamento della respirazione e dall'efficienza dell'apparato cardio-circolatorio; dall'energia che deriva dal meccanismo aerobico e dalle fibre muscolari dette rosse o lente.
Per migliorarla, l'esercizio più usato è la corsa (a ritmo contino, a ritmo medio, con variazioni di ritmo ecc.), ma, può essere molto interessante utilizzare anche il lavoro a circuito (circuit-training). Per svolgere un buon lavoro di resistenza è importante il controllo delle pulsazioni che non devono essere troppo elevate per non superare la soglia della fatica (130-140 al minuto). Molto importante è anche la relazione tra lavoro eseguito e tempo di recupero per verificare se il lavoro che si sta facendo è corretto.
Le difficoltà che si incontrano sono spesso di tipo psicologico, poiché l'insorgere della fatica è accompagnato da sensazioni di malessere che sono momentanee e possono essere superate con una buona dose di forza di volontà, di interesse e motivazione e con la conoscenza degli scopi da raggiungere.

Ricezione: rappresenta un’attività dove la persona fa’ proprio un oggetto, lo riceve. Ciò può avvenire in modo diversificato, dipendentemente dal tipo di attività che sta’ svolgendo. Nella pallavolo una ricezione può avvenire in bagher o in palleggio; nel gioco della pallacanestro si può ricevere la palla a una o a due mani ecc.

Rincorsa: si identifica con un’azione di corsa che si realizza con modalità differenti, dipendentemente dall’azione successiva che si intende compiere. Nel salto in alto è meno lunga e veloce rispetto all’azione di salto in lungo. Per un lancio si effettua tenendo conto della distanza a cui si vorrà mandare l’oggetto che si ha in mano. Per realizzare un volteggio occorrerà tenere conto che lo stacco avverrà a piedi pari.

Riscaldamento: rappresenta la fase iniziale di una lezione o comunque di un’attività motoria, è utile per permettere al corpo di predisporsi ad una, successiva, attività più intensa. Si esegue con o senza oggetti, con gesti lenti ed ampi, controllando la respirazione e utilizzando corse d vario tipo con andature regolari e non veloci. Varia, dipendentemente, dal tipo di attività che, successivamente, si intende praticare o proporre.

Ritmo: rappresenta l’organizzazione del movimento rispetto a un tempo definito. Caratterizzato da pause che possono variare ma, da una struttura che si ripete ciclicamente (vedi: “Il corpo in cartella” pag. 137) es: con disegno.
Rullata: rappresenta una caduta a terra controllata. Può essere eseguita sulla schiena o sul fianco. Si utilizza durante il gioco della pallavolo per recuperare una palla indirizzata con forza a terra.

Ruota: rappresenta una situazione di equilibrio dinamico con passaggio del corpo in verticale e posizionamento degli arti superiori lateralmente, nella direzione di spostamento. Differentemente dalla verticale, si realizza con uno spostamento del corpo da una posizione ad un’altra. La ruota è un’abilità che può essere eseguita quando è stata acquisita l’abilità di realizzare una verticale.

Salto in alto: specialità dell’atletica leggera dove gli atleti devono superare un’asticella (3 prove per ogni misura), posta orizzontalmente su due ritti, ad altezze progressivamente più elevate. È costituito da quattro fasi: rincorsa – stacco – volo – atterraggio. Nel salto in alto, per superare l’asticella, abitualmente, si usa lo stile Fosbury, che prevede lo scavalcamento dorsale dell’ostacolo. La rincorsa é semicircolare, non troppo veloce e corta.

Salto in lungo: specialità dell’atletica leggera dove l’atleta deve eseguire un salto, da un punto prefissato (zona di battuta) verso il lungo. La rincorsa, è molta lunga e veloce, lo stacco avviene con un piede e la fase di volo permette all’atleta di spostare gli arti inferiori verso l’avanti equilibrando quest'azione con un movimento alternato o parallelo degli arti superiori. La fase di atterraggio deve essere controllata per permettere al corpo di cadere verso l’avanti.

Schema corporeo: diverse sono le definizioni che sono state fatte dello schema corporeo (Le Boulch, Acouturier ecc..). Ciò che le accomuna è l’idea che una coscienza del proprio corpo dinamica e funzionale, sia possibile partendo dalla conoscenza che ognuno ha di se stesso e del proprio corpo in azione, al riconoscimento dell’azione dei propri segmenti corporei, all’orientamento spaziale del proprio corpo, alla capacità di coordinare lo spostamento nello spazio e nel tempo.

Schiacciata: è un gesto sportivo legato allo sport della pallavolo. Si realizza dopo una breve fase di rincorsa, uno stacco a piedi pari e un volo. È durante la fase di volo che avviene una rotazione di un arto superiore che va a colpire il pallone di pallavolo, alzato da un compagno di squadra ,al di sopra della rete. È un’azione d’attacco, in genere rappresenta il 3° tocco della palla, a livello di squadra.

Skip: è un movimento in corsa che si realizza a ginocchia alte, quanto le anche, utile nella fase di avviamento motorio (riscaldamento) Si esegue per brevi tratti a velocità variabili.

Sottobiettivo: raggruppa una serie di obiettivi operativi che fanno capo, tutti, ad una stessa tipologia di apprendimento es:

Sotto obiettivo
4 Sapersi muovere nello spazio controllando gli oggetti
Obiettivi operativi
4.1 Riconosce che lo spostamento, utilizzando un oggetto, modifica il proprio spazio personale e quello altrui
4.2 Sa colpire bersagli utilizzando traiettorie differenti
4.3 Sa colpire, in movimento, degli oggetti utilizzando traiettorie differenti
4.4 Sa lanciare un oggetto a un compagno utilizzando traiettorie differenti
4.5 Sa lanciare una palla a un compagno scegliendo le traiettorie più opportune
(vedi: "
Il corpo in cartella” Cap. 3°).

Spazio euclideo: è lo spazio rappresentato dal riconoscimento delle forme e delle dimensioni degli oggetti. Si realizza insieme allo spazio proiettivo in quanto, entrambi, richiedono capacità di simbolizzazione e decentramento. È tipico del bambino dal 2° ciclo della scuola elementare.

Spazio topologico: è lo spazio dei concetti semplici di destra, sinistra, sopra e sotto ecc…, riferibili all’orientamento del proprio corpo. Non è uno spazio universale, dinamico, ma, al contrario, è ancora legato alla percezione del proprio orientamento personale. È lo spazio dei bambini fino al 1° ciclo della scuola elementare.

Stacco: rappresenta la fase che precede il volo. Si realizza, in genere, con un ultimo appoggio di un piede a terra e con l’altra gamba che effettua lo slancio. Può essere eseguito anche a piedi pari quando, ad esempio, si esegue il volteggio al cavallo.

Stiramento: rappresenta lo sfilacciamento delle fibre muscolari. é di origine traumatica dovuto ad eccessivo affaticamento, cattivo avviamento motorio, freddo, movimenti bruschi ed inusuali. Si cura immediatamente con del ghiaccio (per contenere il versamento ematico), successivamente, con pomate antinfiammatorie e riposo.

Strappo: rappresenta la rottura delle fibre muscolari in numero più consistente rispetto lo stiramento. é di origine traumatica dovuto ad eccessivo affaticamento, cattivo avviamento motorio, freddo, movimenti bruschi ed inusuali. Si cura immediatamente con del ghiaccio (per contenere il versamento ematico), successivamente, con pomate antinfiammatorie e riposo.

Stretching: è un’attività di allungamento muscolare e legamentoso. Serve a migliorare l’elasticità della muscolatura e dei legamenti al fine di favorire gesti alla massima ampiezza.

Supino: rappresenta quella posizione dove il corpo è sdraiato a terra proteso, con appoggio e contatto della schiena e della parte posteriore del corpo a terra.

Terzo tempo (vedi Tiro in corsa).

Tiro in corsa: è un’azione che può essere eseguita durante il gioco della pallacanestro e, in questo caso, prevede l’interruzione del palleggio, due successive azioni di appoggio dei piedi a terra e una, conseguente, fase di volo combinata con il lancio della palla verso il canestro. È un’azione che avviene in coordinazione dissociata (arti inferiori e superiori), ed è molto difficile da eseguire. Il tiro in corsa si effettua più genericamente in tutte le situazioni di passaggio della palla ad un’altra persona, o di lancio di un oggetto per centrare un bersaglio.

Traiettoria: è definita dallo spostamento di un oggetto o del proprio corpo nello spazio. Può essere rettilinea orizzontale, a parabola, spezzata a terra.

Unihoc: gioco propedeutico all'okey. Si gioca in palestra o all'aperto. I giocatori hanno piccole mazze per colpire una pallina che va indirizzata verso la porta della squadra avversaria.

Unità didattica o di apprendimento: si identifica con l’organizzazione mirata in termini di obiettivo operativo (la meta didattica, l’abilità che i bambini devono acquisire), contenuti (le situazioni di lavoro), verifica (la fase organizzata per capire qual’è il livello di abilità raggiunta) e valutazione (fase in cui vengono quantificati e definiti i livelli di apprendimento raggiunto dagli allievi) dell’intervento didattico (vedi: “Il corpo in cartella” Cap. 3°).

Valutazione: rappresenta il momento conseguente alla situazione di verifica in cui si quantificano gli apprendimenti degli allievi. I risultati riscontrati è opportuno che siano espressi con dei saper fare, in modo tale che, sia i bambini, sia i genitori possano interpretare correttamente e senza difficoltà quale abilità è stata raggiunta (vedi: “Il corpo in cartella” Cap. 3°).

Velocità: rappresenta lo spostamento di un corpo nello spazio in un determinato tempo.

Verifica: rappresenta quella fase dell’attività didattica in cui l'insegnante misura gli apprendimenti degli alunni. Si realizza al termine dell’unità didattica e viene organizzata per riconoscere il livello di abilità raggiunto rispetto l’obiettivo prefissato. Buona norma è che la situazione di verifica abbia contenuti simili a quelli già sperimentati durante l’unità didattica e sia vissuta dai bambini in modo positivo, utile per migliorare le proprie abilità (vedi: “Il corpo in cartella” Cap. 3°).

Verticale: rappresenta una situazione inusuale di equilibrio. Si realizza in appoggio sugli arti superiori (si può fare anche a tre appoggi con la testa che tocca il terreno) con i palmi delle mani che toccano a terra; le braccia protese e, il resto del corpo, disteso verso l’alto. È una posizione di equilibrio e, pertanto, non richiede particolare forza, può essere realizzata anche da bambini piccoli del 1° ciclo della scuola elementare.

Virata: è un’azione che può esser eseguita durante il gioco della pallacanestro. La esegue il giocatore in possesso di palla che, palleggiando, effettua una rotazione per evitare la marcatura del giocatore avversario.

Volo: si realizza dopo uno stacco ed è funzionale al tipo di salto che si sta' eseguendo. È, pertanto, differente nel salto in alto, nel lungo, quando si salta un ostacolo, quando si esegue un volteggio, un tiro a canestro in corsa , una schiacciata a pallavolo ecc.

Volteggio: rappresenta l’azione di salto della cavallina o del cavallo. Si realizza in cinque fasi: rincorsa – stacco – battuta – volo – atterraggio. La rincorsa è più o meno lunga, dipendentemente dall’altezza dell’ostacolo; lo stacco avviene sempre a piedi pari, su una pedana elastica. La fase di volo può essere eseguita con divaricata frontale degli arti inferiori (volteggio in divaricata), o con passaggio delle gambe fra le braccia (fra mezzo). L’atterraggio avviene con piegamento delle gambe, per ammortizzare la caduta e azione delle braccia e della schiena per controllare l’equilibrio.

Vortex: oggetto utilizzato per imparare a lanciare. È leggero, ”simpatico” (fischia in fase di volo) e può essere utilizzato facilmente anche da bambini del 1° ciclo della scuola elementare.


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